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In gita in Gallura, la terra dei vip dello spettacolo e della meravigliosa Santa Teresa In evidenza

In gita in Gallura, la terra dei vip dello spettacolo e della meravigliosa Santa Teresa

"GRAZIE !" AL COMUNE DI SANTA TERESA DI GALLURA

Santa Teresa di Gallura
viene fondata, ufficialmente, il 12 agosto 1808 da Vittorio Emanuele I di Savoia. Ma quel territorio, situato sull'estremità della costa settentrionale della Sardegna, tra le frastagliate scogliere di granito e le campagne di macchia mediterranea, fu abitato da antichissimi popoli fin dalla preistoria. Il primo insediamento risale al periodo nuragico (4000 a.C.) del quale è possibile trovare traccia presso alcuni siti archeologici. I grandi spazi, i paesaggi incontaminati, la primordiale bellezza dei luoghi, i profumi antichi, tutto spinge il pensiero verso epoche lontane quando eroi e divinità popolavano la Gallura. Poche, ma di grande suggestione, le testimonianze di questo remoto passato: sulla strada per Capo Testa, un intero villaggio nuragico, di cui si possono vedere le fondamenta circolari delle capanne, i recinti per gli animali e persino la base di una fornace. 
I Protosardi svilupparono una autonoma e originale organizzazione sociale, il cui tratto più conosciuto e spettacolare è costituito dai resti preistorici dei Nuraghi, sulla cui destinazione gli studiosi non concordano, ravvisando in essi, alcuni regge, altri tombe, altri templi, altri fortificazioni. La comunità pastorale che viveva in epoca nuragica a Santa Teresa aveva i suoi luoghi di culto, i suoi eroi da onorare, come testimoniano le due tombe portate alla luce in località Lu Brandali e La Testa. L'insediamento nuragico di Lu Brandali è sviluppato ai piedi e lungo le pendici di un promontorio granitico sul quale si trovano i resti di un nuraghe "a corridoio", il tipo più diffuso in Gallura. Dall'alto della formazione rocciosa, la vista spazia sulla piana e sulla vasta distesa marina che la circonda. Dalle Bocche di Bonifacio lo sguardo si perde verso le estensioni di mare aperto del Golfo dell'Asinara; nella parte a terra, le alture con i nuraghi di Vigna Marina, Stirritoggju, La Colba, La Testa, ed altri minori, segnano i limiti dell'unità territoriale. Nella sua planimetria generale, l'insediamento di Lu Brandali risulta molto articolato: comprende un nuraghe circondato da un antemurale provvisto di diverse torri, un villaggio di capanne e ripari sotto roccia, una tomba di giganti.
Durante il dominio romano della Sardegna, nella zona, esistevano due centri abitati: Longonis e Tibula. Il primo, sulla sponda sinistra dell'attuale porto, era un borgo di pescatori. Sembra che il toponimo Longonis derivi dalla caratteristica dell'insenatura del porto, particolarmente allungata, ottimo riparo naturale per le imbarcazioni. Il secondo centro, Tibula, avrebbe costituito il terminale della strada consolare. Ad ogni modo i Romani utilizzavano la zona per tagliare le pregiate rocce di granito che venivano utilizzate, una volta rifinite, per la costruzione di monumenti e di ville nobiliari della Roma antica (anche alcune colonne esterne del Pantheon sono state ricavate dal granito di queste scogliere). In più di un punto (Capo Testa) è ancor oggi possibile rinvenire grossi blocchi di granito, più o meno rifiniti, che presentano i segni della lavorazione. Capo Testa si è conquistata nell'immaginario collettivo dei viaggiatori un posto privilegiato, come luogo di straordinaria suggestione. Il promontorio si erge davanti alle bianche rocce della Corsica, con i suoi giganteschi massi dalle forme inconsuete e fortemente evocative, in uno dei tratti di mare più suggestivi del mondo, quello delle Bocche di Bonifacio. Nel periodo delle Repubbliche marinare, fu fondato dai Pisani il borgo di Longonsardo con la finalità di costituire un punto strategico ad appena 11 miglia dalla Corsica, allora dominata da Genova, acerrima rivale di Pisa L'importanza logistica del porto favorì il rifiorire dell'industria estrattiva del granito e dei commerci. L'importanza di Longonsardo crebbe in modo considerevole nel XIII e XIV secolo tanto che diventò uno dei quattro porti della Sardegna assieme a Cagliari, Porto Torres ed Alghero, in cui era consentito imbarcare o sbarcare merci. Nel corso del XVI secolo, l'intensificarsi del contrabbando, convinse il re di Spagna Filippo II, su proposta dell'assemblea sarda, ad ordinare l'edificazione di una torre militare dalla quale si potesse contrastare l'approdo dei contrabbandieri nella rada del porto. La zona fu dunque abitata per oltre un secolo solamente dalle guarnigioni dei soldati, dapprima spagnoli ed infine piemontesi. Oggi l'antico porto costituisce l'approdo naturale più grande e confortevole della Sardegna, scalo dei traghetti che ogni giorno provengono dalla Corsica. Usciti da Santa Teresa, sulla strada per Olbia, si trova la Chiesetta del Nostro Signore di Buoncammino. Il nome le deriva dal fatto che nelle vicinanze passava l'unica strada per Tempio Pausania ed i viaggiatori vi facevano sosta per pregare. La chiesa è ancor oggi meta di pellegrinaggio da parte degli abitanti di Santa Teresa di Gallura. Il 13 giugno si festeggia la Madonna e Sant'Antonio.

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