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Le gite scolastiche, che spettacolo !

Giacche a vento e zaino in spalla, Benvenuti al Terminillo, la montagna della capitale al confine con l'Umbria In evidenza

IL TERMINILLO IL TERMINILLO

Il territorio Sabino, che si estende intorno al capoluogo di Rieti, oltre a siti di alto richiamo religioso, offre scorci e località che dal punto di vista naturalistico e ambientale rappresentano un patrimonio di straordinario fascino e valore. Dalle cime del Terminillo fino al territorio del Monti della Laga, è possibile disegnare un percorso ricco di spunti e di interesse, anche storico-culturale. La prima tappa, al di fuori del capoluogo, ci porta al Terminillo. Si esce da Rieti per Porta D'Arce, s'imbocca la Via Salaria e si svolta quasi subito a sinistra percorrendo un lungo rettifilo fino a Vazia. Il territorio del Terminillo è sotto la giurisdizione dell'Amministrazione dei Beni Civili di Vazia. Da Vazia la strada prosegue in leggera salita, lasciandosi alle spalle, a sinistra, i colli dominati dal turrito paese di Castel Franco Reatino e a destra il paesino di Lisciano. Dopo il bivio per Lisciano, affrontiamo le pendici del massiccio montuoso del Terminillo in un susseguirsi di curve e serpentine, attraversando, con un breve tratto pianeggiante, la valletta di Pian di Rosce (16,5 km.). Riprendiamo a salire, giungendo al piazzale di Pian de' Valli (m. 1.620) e, quindi, proseguendo per Campoforogna donde, formando un anello, ridiscenderemo. Dal piazzale si staccano alcune strade, ben ombreggiate: qui trovano collocazione gli alberghi, il grazioso quartiere dei villini, ma anche i vasti prati che si trasformano, d'inverno in campi nevosi per gli sciatori, i sentieri che si addentrano nei superbi, folti boschi di faggi, di larici, di castagni e di querce, mete di bellissime passeggiate per gli amanti dell'escursionismo e del campeggio. Altri prati e campi di neve per gli sciatori e altre distese boschive si stendono intorno alla località di Campoforogna.
Un richiamo particolare merita il superbo e maestoso Tempio di San Francesco, fiancheggiato dall'agile campanile a cuspide. La prima pietra del Tempio fu posta nel 1949. Il merito di questa opera, pregevole per i mosaici dell'abside e degli altari laterali, va al francescano Padre Riziero Lanfaloni. Mediante la funivia si può raggiungere la cima del Terminilluccio (1.873 metri) da dove lo sguardo abbraccia un vastissimo panorama sulla piana di Rieti, sul monte Nuria, sui Monti Carseolari, che separano le valli del Salto e del Turano, sul Monte Tancia, dominante la catena dei monti Sabini, e sull'Appennino Abruzzese, sovrastato dalla vetta del Gran Sasso d'Italia, e può scorgere, nelle giornate serene, i due mari Tirreno e Adriatico e la brumosa visione di Roma. Il rifugio del Terminilletto (m. 2.108) può essere raggiunto con la seggiovia e, di qui, è possibile affrontare, a piedi, l'arduo sentiero che percorre il crinale roccioso del Monte Terminillo anche dal "Centro Appenninico di Genetica" situato nella località di Colle Fiorito (m. 1.730). L'interesse turistico che offre il massiccio del Terminillo è stato accresciuto dall'apertura del traffico della strada che, attraverso la Vallonina in 19,5 km., raggiunge il paese di Leonessa. La rotabile si collega in località Campoforogna all'altra proveniente da Rieti e si snoda nel cuore di vasti boschi d'alberi dall'alto fusto e attraverso amene conche pratiche toccando il nuovo rifugio del Club Alpino Italiano dove si possono intraprendere escursioni ed ascensioni in tutta la circostante contrada montagnosa. La montagna del Terminillo ha dunque tutti gli elementi per attirare flussi distribuiti sull'intero arco dell'anno: il suo ambiente splendido (in parte ancora selvaggio), la sua flora ricchissima, il paesaggio talora maestoso, costituiscono altrettanti elementi di richiamo per un turismo legato agli effettivi tesori e valori di questa montagna.
Riscendendo dal versante opposto della montagna, si raggiunge, dopo 20 km., il centro di Leonessa. E' una splendida cittadina medievale, ricca di pregevoli segni del passato, sorta nel 1278 ai piedi del Monte Tilia ed ancora oggi immersa in un ambiente naturale suggestivo, fra le montagne dell'Appennino, sul margine meridionale di un vasto altopiano a circa 1.000 metri di altezza. Leonessa si trova nel sito un tempo occupato dal castello di Ripa del Corno. Sono ancora oggi presenti alcuni resti delle fortificazioni che difendevano l'abitato, originariamente conosciuto con il nome di Lagonessa o Conessa è posto in una zona di rilevante importanza strategica al confine settentrionale del reame napoletano. In tempi recenti Leonessa ha arricchito la sua offerta turistica affiancando ai beni culturali e ai vantaggi della villeggiatura montana in estate, le attrezzature necessarie per la pratica degli sport invernali (località Campo Stella). Il centro di Leonessa è un prezioso scampolo di Medioevo giunto fino a noi quasi inalterato nella sua struttura urbanistica e soprattutto nella piazza, cinta com'è di portici bassi. E' da osservare la Porta Aquilana, del duecento. La piazza ha al centro la cinquecentesca Fontana Farnesiana ed è dominata dalla Sagoma imponente della Chiesa di San Pietro che ha accanto il convento agostiniano reso ancora più scenografico da un grande loggiato a due piani. Tra gli edifici sacri di rilievo, la Chiesa di San Francesco, del XV sec., connotata dalla presenza di un portale proveniente dalla Chiesa di San Donato della Torre, ormai distrutta, murato nella facciata sinistra. Quest'ultima è ornata orizzontalmente in stile tipicamente abruzzese; l'interno custodisce un bel presepe in terracotta del XVI secolo che si trova nella cappella gotica, oltre ad affreschi del Viscardi. Nell'annesso convento è stato allestito un museo. Infine merita una visita la Chiesa di Santa Maria del Popolo, che vanta un magnifico portale tardogotico e un intero rielaborato nel XVII secolo in stile barocco.
Da Leonessa è possibile ricongiungerci alla Via Salaria, attraversando la cittadina di Albaneto: risalendo poi verso il territorio marchigiano, dopo 25 km., si giunge ad Amatrice. E' un animato centro alle falde del Gorzano, il monte più elevato della Laga, con una spiccata vocazione turistica. Tutta la conca e ricca di reperti archeologici essendo stata abitata fin dall'età della pietra. Negli ultimi tempi sono stati ritrovati nella zona numerosi reperti del neolitico). La presenza della Via Salaria favori, fin dall'età romana, il massiccio sfruttamento delle risorse agricole. Nel tessuto cittadino attuale è evidente l'opera di ristrutturazione urbanistica voluta da Alessandro Vitelli, feudatario e consigliere dell'imperatore Carlo V (metà del '500), che affidò l'opera a Cola di Amatrice, il figlio più illustre della città. Tra i luoghi di rilievo, l'area scavata a Torrita di Amatrice: dal 1954 le indagini archeologiche hanno permesso di riportare alla luce una parte degli ambienti nei quali si articolava la struttura. Interessante anche la Chiesa di San Francesco, con un portale particolarmente ricco e nella lunetta un gruppo di terracotta con la Madonna e il Bambino. Nella chiesa di Sant'Agostino invece si può apprezzare il portale quattrocentesco con le statuette di terracotta dell'Annunziata e dell'Arcangelo Gabriele. Un suggerimento gastronomico: non perdetevi la celebre "pasta all'amatriciana"!

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