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Le gite scolastiche, che spettacolo !

Da Belluno al Cadore. Un incredibile gita scolastica per gli amanti delle emozioni forti e delle settimane bianche In evidenza

FELTRE FELTRE

"GRAZIE !" AL COMUNE DI CASTELLAVAZZO
"GRAZIE !" AL COMUNE DI FARRA D'ALPAGO

Centri storici, montagne, conche, paesaggi naturali diversi e sempre sorprendenti attendono i visitatori che vogliano scoprire le bellezze del Veneto nord-orientale. Provenendo dalla pianura trevigiana e risalendo il corso del Piave, all'altezza di Pederobba incontriamo il monumento ai caduti francesi che riuscirono a respingere gli austriaci oltre il Monte Tomba nel 1917; poco più avanti, a Quero, c'è invece l'ossario dei caduti tedeschi. Proseguiamo verso nord ed eccoci a Feltre. La città venne ricostruita quasi totalmente e a tempo di record nel 1509 dalla Serenissima, dopo le distruzioni operate dall'esercito di Massimiliano al tempo della Lega di Cambrai. Per ammirarla è consigliabile entrare da Porta Imperiale e risalire a piedi Via Mezzaterra che divide in due la città. Si incontrerà cosi l'ottocentesco Palazzo Guarnieri in stile falso gotico, mentre in Piazza Maggiore c'è la colonna su cui poggia il leone veneto e, oltre ai monumenti a Vittorino da Feltre e a Panfilo Castaldi, spiccano il Palazzo dei Rettori col porticato palladiano e il Palazzo del Comune. Passeggiando per le vie di Feltre è interessante ammirare le facciate affrescate ad esempio di casa Tauro o di casa Franceschini, della casa del Morto di Feltre, di casa dell'Armi, di casa Norcen o di casa Pasole. Feltre è anche la sede dell'Ente Parco delle Dolomiti Bellunesi, un'area montuosa che si estende per circa 32.000 ettari nel territorio di 15 Comuni. L'istituzione del parco, che risale al 1993, risponde all'esigenza di tutelare ambienti di elevato valore naturalistico: gole profonde si alternano a praterie, a pareti verticali imponenti, a creste disgregate e a boschi impenetrabili. La peculiarità del parco sta nelle rare specie vegetali, nei relitti di microfauna glaciale e negli interessanti fenomeni geomorfologici (i circhi glaciali, l'erosione fluviale, il carsismo). I rilievi montuosi conosciuti come Alpi Feltrine dominano il parco, ma il suo cuore selvaggio e costituito dal gruppo dei Monti del Sole. Completamente immersa nel paesaggio, la Certosa di Vedana è un complesso architettonico che risale al XV secolo, quando i monaci dell'Ordine di San Bruno ne iniziarono l'edificazione. Lasciamo Feltre seguendo ancora il Piave, in un paesaggio dominato dalle ville e dalle case dominicali.
Giungiamo così a Belluno. Città che sorge su un terrazzo alluvionale, all'incontro tra il torrente Ardo e il fiume Piave. Nella parte più antica dell'abitato si possono notare le modifiche apportate dalla Serenissima al vecchio impianto medievale, con architetture di tipo rinascimentale che in qualche caso convivono con le più antiche forme gotiche. Piazza dei Martiri ancora fuori dalle antiche mura, poi Piazza del Mercato con le sue case porticate; Piazza del Duomo, che oltre alla chiesa ospita il Palazzo del Municipio, il Palazzo dei Rettori dove risiedevano i podestà veneziani; infine Piazza delle Erbe con la fontana del 1410, la più antica in pietra. Si tratta di una passeggiata caratteristica per strade che salgono e scendono per poi confluire in Via Mezzaterra e che ci offre la possibilità di cogliere il fascino di Belluno anche senza soffermarci sulle altre chiese e palazzi di cui la città e ricca. Un cenno a parte merita, pero, il Museo Civico, nel seicentesco Palazzo dei Giuristi, che custodisce il patrimonio artistico di Belluno e dove trovano posto i reperti di eta paleoveneta e romana, le lapidi e le opere del periodo medievale, ma anche la pinacoteca con dipinti della scuola veneta tra il XV e il XIX secolo. La sede è in Piazza del Duomo. La parte artistica e architettonica di Belluno non esaurisce il fascino di questa città, per cui è opportuno ammirare il paesaggio che circonda il centro dal punto di osservazione privilegiato che è il Nevegal, cui si arriva grazie a una comoda strada asfaltata e dal quale ci congediamo da Belluno. Da qui è possibile raggiungere una delle zone prealpine più belle di tutta la regione: la Conca dell'Alpago, verdissima e quieta che, con la straordinaria Valbelluna.
Prossima tappa è Farra d'Alpago. Tipico centro della zona, è un'ottima base per un giro che non dovrà prescindere dal fiabesco Bosco del Cansiglio, vasta foresta che tocca i confini con Treviso e Pordenone, e il grandioso balcone panoramico del Nevegal, che domina la valle del Piave. La zona è suggestiva ed offre visioni di dolci colline, di pascoli, di villaggi stretti attorno alle proprie chiese ed ai campanili. Torniamo verso il Piave ed imbocchiamo ancora la Statale 51. Viaggiando verso il Cadore, percorriamo un territorio particolare, caratterizzato da tradizioni e da un'antica operosità degli uomini, in simbiosi con un ambiente naturale ancora ben conservato. Raggiungiamo ora Castellavazzo. Merita una sosta per Via del Museo nato al fine di testimoniare il lavoro e la storia della Comunità di Codissago, di Castellavazzo e del Longaronese che lungo il Piave per secoli ha esercitato l'attività di zatteraggio e lavorazione del legno. La storia degli zattieri e del trasporto del legname lungo il fiume Piave potrebbe sembrare un argomento circoscritto, in realtà le attività boschive, la lavorazione, il commercio e il trasporto del legname hanno costituito sin dalla preistoria uno dei nodi fondamentali dell'economia e della storia del Bellunese. Il percorso si snoda illustrando varie sezioni tra le quali si ricordano quelle dedicate al taglio ed esbosco dei tronchi; alla fluitazione del legname dalle alte valli dolomitiche alle segherie; alla realizzazione delle grandi zattere dirette fino a Venezia. Una trentina di chilometri a nord di Longarone, ecco Pieve di Cadore, paese caratteristico che offre visioni indimenticabili delle cime dolomitiche e delle acque del piccolo lago di Pieve. La cittadina offre anche un monumento da non perdere: il Palazzo della Magnifica Comunità Cadorina, del secolo XVI. L'intero Cadore è molto frequentato in inverno grazie alle stazioni sciistiche ed al richiamo di Cortina d'Ampezzo. A due passi si trova anche San Vito, situato nel cuore della valle del Boite, tra montagne dai nomi famosi: Antelao, Pelmo, Marcora, e Tofane.
A conclusione del nostro itinerario ecco Misurina. E' la gemma del Cadore ed uno degli scenari più belli delle Alpi. Il lago è inserito in un pianoro cinto da boschi, ad un'altitudine di 1.745 metri; si estende per un chilometro ed e largo oltre trecento metri. Gli fanno da cornice alcune tra le più famose cime dolomitiche: ad ovest il Piz Popena (m. 3.152) ed il Cristallo (m. 2.775), a nord le Tre Cime di Lavaredo, ad est i Cadini di Misurina e a sud le Marmarole. A 6 chilometri da Misurina si trova il Monte Piana, luogo dal quale è possibile ammirare lo splendido panorama delle Dolomiti orientali fino ai ghiacciai della Valle Aurina. Su questo monte, nell'ottobre del 1917, si scontrarono in acerrimi combattimenti gli italiani e gli austriaci. Le rocce frastagliate dei Cadini di Misurina incombono sulle selve che circondano il Lago di Antorno e fanno da cornice ai rifugi per chi voglia addentrarsi nel cuore delle Dolomiti.

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