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Le gite scolastiche, che spettacolo !

In gita all'Etna e alle Riserve naturali gestite dal Cutgana. Mare e vulcano, uno straordinario incontro dalle tinte forti In evidenza

In gita all'Etna e alle Riserve naturali gestite dal Cutgana. Mare e vulcano, uno straordinario incontro dalle tinte forti

"GRAZIE !" ALL'UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI CATANIA
"GRAZIE !" ALL'ENTE PARCO DELL'ETNA

Costituito nel 1996, il Cutgana è un Centro Interfacoltà dell’Università degli Studi di Catania
che riunisce molteplici competenze nel campo ambientale. Vi afferiscono ricercatori dell’Università di Catania e studiosi extra-universitari di comprovata esperienza nel campo della tutela ambientale. Il nostro itinerario abbraccia una serie di opportunità e di Riserve Naturali gestite per l’appunto dal Cutgana, su indicazione delle Autorità Accademiche. La base di partenza sarà il capoluogo di provincia, Catania, particolarmente adatto per gli aspetti di natura ricettiva e logistica. La presenza dell’aeroporto, infatti, garantisce anche alle scolaresche del centro-nord Italia un comodo arrivo in Sicilia, mentre una serie di alberghi (con tariffe adeguate al turismo scolastico) offrono soluzioni appetibili. Partiamo, dunque!
La Riserva si trova in territorio di San Gregorio di Catania e si estende per circa 70 ettari. La valenza principale di quest’area protetta è rappresentata dal complesso di gallerie di scorrimento lavico create da colate preistoriche e da colate storiche. Si tratta di un complesso di grande interesse scientifico sia per la serie di sale e gallerie di ampiezza singolare, sia per i popolamenti faunistici troglofili in esso ospitati. Le grotte vulcaniche sono costituite da un tunnel, conduttura isolante, che permette alla lava di raggiungere anche notevoli distanze dal punto di emissione. La lava scorrendo sul terreno, per il raffreddamento delle parti più esterne, crea dei solidi argini laterali che crescendo verso l’alto si congiungono formando un tetto. La genesi della grotta è legata allo svuotamento del tunnel lavico che può avvenire durante o al termine dell’eruzione. Il complesso Immacolatelle e Micio Conti è costituito da un sistema di otto cavità vulcaniche avente una lunghezza complessiva di circa 1,5 chilometri. Alle grotte si accede attraverso ingressi creatisi per il crollo delle volte.
L’Isola Lachea ed i Faraglioni dei Ciclopi (miticamente interpretati come i massi lanciati da Polifemo contro la nave di Ulisse) e la Rupe di Aci Castello risalgono a circa 500.000 anni fa, allorché il margine orientale dell’ampio golfo, digradante verso il bacino del Mare Jonio, che allora occupava la parte meridionale dell’area dove ora si estende l’Etna, fu interessato da un’intensa attività eruttiva in ambiente sottomarino. Successivamente si verificò un sollevamento, tuttora in atto, di tutta l’area che determinò l’emersione delle argille pleistoceniche, oggi sollevate fino a 300 metri slm nella zona a monte di Aci Castello e Aci Trezza. Nell’Isola Lachea e nei Faraglioni dei Ciclopi sono esposti magnifici esempi di queste manifestazioni eruttive i cui prodotti risultano intercalati alla successione argillosa. La ricchezza faunistica dei fondali dei Ciclopi è rivelata dalla presenza di numerosi pesci e di tutti i gruppi di invertebrati, sia abitatori dei fondali (bentonici) sia delle acque (planctonici). Un favorevole gioco di correnti marine mantiene sempre pulite e trasparenti le acque lungo la costa. L’immersione all’interno dell’area protetta è regolamentata e deve essere autorizzata dall’Ente Gestore. Visitando i fondali delle Isole Ciclopi si possono ammirare ambienti suggestivi, caratterizzati da un’elevata biodiversità.
Gtotta Monello ricade, invece, nel territorio del Comune di Siracusa ed è stata istituita a tutela di uno splendido esempio di cavità e di strutture carsiche. Di grande interesse scientifico è la presenza di una fauna troglobia, impreziosita da entità endemiche. La Grotta Monello fu casualmente scoperta per il crollo del terreno che ne ostruiva l’apertura a pozzo. La grotta, con uno sviluppo complessivo di 540 metri circa, è importantissima per le sue strutture di concrezionamento. All’interno della cavità si hanno temperature variabili dai 10° C in Gennaio ai 16° C in Luglio nella parte prossima all’ingresso, e da 17,7° C a 20,3° C nella grande sala terminale. Grotta Palombara, estesa nelle calcareniti della Formazione dei Monti Climiti in territorio di Melilli, quest’area protetta comprende una tra le più importanti grotte carsiche della Sicilia orientale. La fauna cavernicola che vi si trova comprende nutrite colonie di chirotteri. Notevoli sono anche i ritrovamenti archeologici e paleontologici. La Grotta Palombara è una cavità carsica fossile, cioè non più interessata da circolazione d’acqua all’interno. Ha uno sviluppo complessivo di circa 800 metri. L’ingresso è costituito da una voragine profonda una dozzina di metri e larga altrettanto, in fondo alla quale si può giungere solo con l’uso di corde e scalette speleologiche. Superata una serie di angusti cunicoli e una stretta fessura (passaggio in opposizione), si perviene alla grande “Sala dei Vasi”, così detta in seguito al rinvenimento, negli Anni Sessanta, di due vasi a clessidra della fase castellucciana, successivamente trafugati da ignoti. Da qui, si arriva alla “Sala del Guano”, un vasto ambiente caratterizzato da una volta a forma di cupola alta una decina di metri, dove vive una numerosa colonia di pipistrelli Vespertilio maggiore, i cui escrementi si sono accumulati sul pavimento della cavità formando un grande ammasso di guano che ospita una ricca fauna. Dalla “Sala del Guano”, si dipartono due ramificazioni denominate l’una “Ramo del Geode” e l’altra “Ramo del Laghetto”. Sia in fondo alla voragine d’accesso, sia all’interno della cavità sono stati rinvenuti resti ossei fossili di grossi vertebrati, quali cinghiali, ippopotami, cervi, lupi, volpi, buoi selvatici, nonché di rettili e micro-mammiferi, quali crocidura, quercino, arvicola e topo selvatico.
Villasimundo-Sant'Alfio è una Riserva che si estende nel territorio di Mellilli lungo il torrente Cugno di Rio, nelle calcareniti della Formazione dei Monti Climiti. La grotta di Villasmundo, costituisce uno dei più importanti sistemi carsici orizzontali dell’altopiano ibleo e si sviluppa a vari livelli per circa due chilometri in una serie di piani collegati da cunicoli. Le pareti della grotta sono ornate da notevoli strutture concrezionali, quali stalattiti, stalagmiti, colonne, drappeggi e colate. Sono anche presenti due corsi d’acqua perenni ed uno temporaneo, nonché un laghetto con una superficie di circa 450 mq. e profondo oltre 50 metri. La grotta Alfio che si apre poco più a valle della Villasmundo, presenta anch’essa interessanti associazioni morfologiche. Concludiamo l’itinerario con la visita al Vallone di Piano della Corte, Riserva di recente istituzione, posta all’interno del territorio di Agira. Si tratta di un ambiente umido, che si caratterizza per la sua ricca e variegata vegetazione di un relitto di bosco igrofilo un tempo molto rappresentato nell’isola. Il 16 maggio 2002 è stato inaugurato un interessante “Laboratorio Naturalistico-Ambientale”, presso il Palazzo Giunta, pregevole palazzo Liberty del centro storico cittadino. Una struttura figlia della collaborazione del Cutgana con il Comune e il Circolo Legambiente di Agira. Vi sono raccolti numerosi e pregevoli materiali scientifici provenienti dal territorio degli Erei. Suggestiva è l’ambientazione riservata ai preziosi campioni di minerali, ricavata in un antro roccioso all’interno della struttura museale. Non sono stati trascurati gli aspetti antropici e in particolar modo gli usi eduli, farmaceutici e artigianali delle piante più comuni. Grande spazio, infine, è stato dato agli aspetti iconografici e alle fotografie di ambienti e di soggetti naturalistici. Il Laboratorio è anche un centro per l’educazione ambientale, grazie anche alla presenza di materiale didattico-divulgativo e di personale qualificato.

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