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Le gite scolastiche, che spettacolo !

Dal Monte Conero al Colle dell'Infinito. Nelle Marche di Giacomo Leopardi e dei misteri della Basilica di Loreto In evidenza

IL MONTE CONERO IL MONTE CONERO

"GRAZIE !" AL COMUNE DI RECANATI
"GRAZIE !" AL COMUNE DI LORETO
"GRAZIE !" AL MUSEO INTERNAZIONALE DELLA FISARMONICA
"GRAZIE !" ALLA PROVINCIA DI ANCONA
"GRAZIE !" ALLA APT DI ANCONA
"GRAZIE !" AL MUSEO TATTILE STATALE OMERO

«Il ciel sereno, le vie dorate e gli orti, e quinci il mar da lungi e quindi il monte»: l'immagine aulica di leopardiana memoria fotografa in modo esaustivo peculiarità, fascino e immagini del bacino anconetano, che abbraccia la Riviera del Conero e le colline sottostanti. Uno scorcio di terra che unisce la freschezza di una natura ancora incontaminata (dal Parco del Conero ad una riviera che ricorda le scogliere amalfitane) alla profondità di una cultura fatta di tradizioni poetiche e di culto. Un viaggio che regala emozioni singolari, e soprattutto permette al visitatore di immergersi nel cuore di quelle Marche che, già nella denominazione, racchiudono una varietà di aspetti e paesaggi espressione della varietà spirituale e policentrica di questa terra. L'itinerario che suggeriamo non può che avere la sua base logistica ad Ancona. 
Le origini della città risalgono alle età remote della preistoria, ma la sua vita è inevitabilmente stata legata sempre al mare. Questo spiega il susseguirsi nell'antichità di diverse colonizzazioni, a cominciare dai Siracusani, che portano la civiltà dorica nell'Adriatico. Una visita della città ha la sua prima doverosa tappa al Duomo di S.Ciriaco, sul Colle del Guasco (l'Ancona romana-medievale). Particolare la bianca mole con il singolare protiro e il campanile disgiunto dalla struttura centrale. Straordinaria, poi, la vista panoramica dal colle, che si apre sul porto. Non a caso è indicato come simbolo della città. Scendendo si incontra l'Arco di Traiano, del 115 d.C., di marmo a quattro colonne. Maestoso e ancora perfettamente conservato, è l'emblema delle origini della città. Nei pressi del duomo, è anche Palazzo Ferretti che ospita il Museo Nazionale delle Marche: esso offre una ricca documentazione delle varie civiltà succedutesi nella regione. Tra le opere di spicco, i bronzi dorati di Cartoceto di Pergola. L'altro museo che merita senza dubbio una visita, è il Museo Omero, fondato recentemente (1993) che si caratterizza per la presenza di calchi di famose sculture antiche e moderne: è l'unico museo ideato per i non vedenti e che oggi ha finalità didattiche, in quanto propone i più grandi capolavori dell'architettura di tutti i tempi (tutte le opere sono fornite di targhe in linguaggio braille). Infine, le piazze del capoluogo: anch'esse raccontano scenograficamente la storia della città, da Piazza S.Francesco (con il portale di S.Francesco delle Scale), a Piazza del Plebiscito (dove si affaccia il Palazzo del Governo, o del Comune, e la torre civica). Da ultimo, S.Maria della Piazza, la più antica chiesa della città, con S.Ciriaco, con una splendida facciata del XIII sec. e all'interno i resti di due preesistenti chiese del V e VI sec.
Ma dal punto di vista naturalistico, l'Anconetano offre il meglio di se a sud, sul promontorio che scende dal Montecosaro, raggiungibile attraverso piccole strade interne. Chi ha occasione di percorrerle può godere di una vista eccezionale, con la fascia costiera rocciosa che scende a piombo e quasi sprofonda in mare. Volendo, le stesse spiagge sono raggiungibili a piedi attraverso piccoli sentieri che scendono dalla statale. Un po' di fatica val la pena spendere per scoprire scorci marini e grotte affascinanti. Da notare la Trave, uno scoglio che si allunga rettilineo per centinaia di metri, e Portonovo, una fascia costiera delimitata da una torre medioevale, e dalla Basilica romanica di S.Maria di Portonovo. Anche i vicini centri di Sirolo (bellissimo castello medioevale) e Numana offrono piacevoli occasioni balneari. Arrivare in cima al Monte Conero (572 m. slm) significa invece godere di una vista unica sugli Appennini, che spazia da Pesaro al Gran Sasso. Dalla fascia costiera o scendendo dal Conero, è possibile ricongiungersi con la statale 16 Adriatica, per raggiungere Osimo. Il suo nome deriverebbe dal greco Auximon (accrescimento), e reperti archeologici rinvenuti in zona testimoniano di una affinità con le origini di Ancona. Fu colonia romana ma è il medioevo il periodo più importante. Vi risale il sarcofago dei Santi Martiri conservato nella cripta del Duomo, costruito a tre navate con fisionomia gotica. Dalla discesa del duomo si arriva alla Piazza del Comune, con il palazzo comunale seicentesco. Da visitare anche la Chiesa di San Marco, con un affresco della scuola di Gentile da Fabriano. Oggi Osimo è centro particolarmente attivo in un'ottica economico-imprenditoriale. Interessanti, nei dintorni, anche le ville che sorgono su splendidi colli: su una di queste (Villa di Monte S.Pietro) furono firmati nel 1975 i famosi “trattati di Osimo con la Jugoslavia".
Tradizione ed arte si fondono nella vicina Castelfidardo, la città dove il 18 settembre 1860 il generale Cialdini guidò alla vittoria i Piemontesi nella battaglia da cui ebbe inizio la liberazione delle Marche dal governo Pontificio e l'annessione al Regno di Sardegna. La battaglia è ricordata con un monumento commemorativo. Ma Castelfidardo è nota anche come piccola capitale degli strumenti musicali (fisarmoniche): è proprio in questa zona che si registra una fiorente attività produttiva del settore. Fu per lungo tempo castello medievale dipendente da Osimo. Non c'è bisogno di particolari indicazioni logistiche per capire dove si trovi Loreto. La cupola della celebre omonima Basilica domina la pianura a sud di Ancona. Così visitarla significa affrontare una folla di pellegrini che, in ogni periodo dell'anno, si riversano in uno dei luoghi di culto più importanti d'Italia. La facciata della Basilica è la prima immagine, suggestiva: il bianco dei marmi si sposa con l'ombroso proseguire delle arcate e la statua di Sisto V all'ingresso sembra quasi segnalare l'importanza religioso e l'austerità del luogo. La chiesa si è formata a partire dal '300 intorno alla Santa Casa di Nazareth, che si vuole qui miracolosamente trasportata. Fu poi Sisto V che, oltre a nominare la città Loreto, elevò a Cattedrale la chiesa (divenuta Basilica nel 1728): ma a concepire l'idea di un tempio era stato Pietro Barbo veneziano, cardinale, che colpito da peste e fattosi trasportare nella Santa Casa, si sentì sanato dopo una visione della Vergine che gli annunziava il prossimo pontificato.
Ultima tappa, ma non certo per importanza, interesse e rilevanza culturale è Recanati. La cittadina nasce dalla fusione di diversi castelli e diviene Comune nella seconda metà del 1100, sviluppandosi come centro commerciale sino al 1500. Anche Recanati fu al centro dei contrasti tra Chiesa ed Impero che le procurarono situazioni difficili e dolorose ma anche privilegi come il permesso di costruire il porto, concesso da Federico II nel 1229 o la costituzione come centro di Fiera voluta dal Papa Martino V (1421). Recanati deve comunque la sua notorietà a Giacomo Leopardi che nacque nella cittadina nel 1798 e da questa fu ispirato in molte delle sue liriche. E' immediato pensare alla piazza detta del "Sabato del Villaggio" in cui si affaccia la casa natale del poeta. La torre visibile nello scorcio del Convento di Sant'Agostino ricorda la presenza del "passero solitario" ed è meta obbligatoria del turista insieme al colle dell'infinito ed alla casa di Silvia, la figlia del cocchiere di casa Leopardi, simbolo della giovinezza e dei sogni irrealizzabili.

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