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Le gite scolastiche, che spettacolo !

Il Monte Subasio alle porte di Assisi. La città di San Francesco presenta straordinarie opportunità didattiche In evidenza

IL MONTE SUBASIO IL MONTE SUBASIO

"GRAZIE !" AL SISTEMA TURISTICO LOCALE DI ASSISI

Esistono città che non hanno bisogno di presentazioni. E’ questo il caso di Assisi. L'itinerario punta su alcune opportunità didattiche alternative ai tradizionali appuntamenti con l’arte e la storia. Andremo alla scoperta dei meravigliosi itinerari naturalistici che, alle porte della città di San Francesco, si dipanano all’interno del Parco del Monte Subasio. 
L’Area è costituita dal sistema che prende il nome dal monte omonimo, forse il più famoso dell’Umbria, isolato all’estremità meridionale della catena, capace da solo di dominare la Valle Umbra dall’alto dei suoi 1.290 metri. Il Subasio è il “Monte de Assisio” perché Assisi e il suo monte vivono reciprocamente in una sorta di simbiosi che si tramanda sin dall’antichità e che, attraverso i secoli, si è rafforzata e radicata. L’intero centro storico di Assisi è compreso nel Parco e ne caratterizza le valenze naturali e storico-culturali, tanto che l’Area Naturale Protetta potrebbe chiamarsi indifferentemente “Parco di Assisi”. La città è costruita con la pietra rosa tratta dal suo monte ed il Subasio ha un equilibrio geomorfologico e una valenza faunistica e vegetazionale determinata, in primo luogo, dall’essere il monte da cui Assisi traeva ogni sua risorsa: dai materiali lapidei ai legnami ai prodotti del pascolo.
Il Subasio, sin dal X secolo a.C., ha assunto carattere di sacralità per le popolazioni umbre e questi elementi di spiritualità si sono rafforzati e caratterizzati con San Francesco e con le presenze del suo ordine monastico. Il “Cantico delle Creature” è straordinario documento di ammirazione e di amore per la natura e il Monte Subasio, con i possibili riferimenti al Cantico, è anche il luogo più adatto a costituire un “Parco Letterario” a cui possono far da guida i versi del Santo di Assisi. Il rilievo del Monte Subasio comprende, oltre al monte principale, le vette del Civitelle, del Sermolla, del Colle San Rufino, del Pietralunga. La cima, prevalentemente pianeggiante e con vistosi fenomeni carsici, contrasta con i versanti ripidi soprattutto della parte orientale. Le pendici del Subasio sono oggi coperte da un importante alberatura. La caccia è stata bandita da alcuni decenni: e così si trovano lupi, aquile reali, coturnici. L’attuale conduzione della montagna favorisce la colonizzazione della starna, del gatto selvatico, dello scoiattolo, del colombaccio, della pica, della ghiandaia nonché dell’istrice, del tasso, della volpe, della donnola. Fra i rapaci, soprattutto sul lato orientale, sono presenti la poiana, l’astore e l’assiolo. Il suggerimento è dunque di prendere le mosse dalla città di Assisi. Fu acropoli umbra e poi importante municipio romano. Di quest’ultimo periodo sono i terrazzamenti del pendio, la piazza del Foro a cui facevano capo le vie principali e sulla quale si affaccia ancora il Tempio di Minerva. Sulle rovine degli edifici romani sorsero, nel primo Medioevo, i nuclei abitati entro la città murata. Anteriori ai mille sono invece le chiese più antiche, delle quali restano testimonianze nelle cripte di Santa Maria Maggiore e San Rufino. Ma Assisi, è soprattutto come l’hanno trasformata secoli di francescanesimo, secoli di pietà, secoli di estetismo devoto. San Francesco le ha dato una fama perenne estesa in tutto il mondo che si aggiunge a quella degli incomparabili tesori d’arte che adornano le chiese di Assisi, al fascino delle sue vie e delle sue piazze, dei panorami aperti sulla pianura, del Sacro Convento e della Basilica, dell’Eremo delle Carceri chiuso tra lecci e querce, dell’antico Convento di San Damiano. Così, anche il Monte Subasio non poteva non essere ricco di testimonianze storico-artistiche, giudicate “minori” solo se o perché rapportate a quelle straordinarie di Assisi e Spello: ecco dunque il Castello di Armenzano, la Villa di Nottiano, il Castello di Satriano, l’Abbazia di San Benedetto, il Monastero di Vallegloria, il Borgo fortificato di Collepino, l’Abbazia di San Silvestro, l’Oratorio della Madonna della Spella.
Molte le attività di carattere sportivo e naturalistico che sono organizzate in tutta sicurezza: dal volo a vela al pattinaggio, dall’escursionismo a piedi, a quello ciclistico ed equestre. Presso la sede del Parco del Monte Subasio è, poi, presente una Mostra geopaleontologica permanente del Monte Subasio, curata dal Gruppo Umbro Mineralogico e Paleontologico e dall’Università degli Studi di Perugia. La mostra è articolata in due sale, una dedicata esclusivamente al Monte Subasio, l’altra ai processi di fossilizzazione e alle ere geologiche. Si possono ammirare legni silicizzati, ammoniti in pirite, insetti in ambra, impronte di rettili, vegetali del Carbonifero, modelli interni di gasteropodi, foglie di travertino, coralli, un pesce primitivo. L’attività didattica nell’ambito del Parco del Monte Subasio viene svolta dal personale tecnico del Parco stesso in collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato (Comando Stazione “Monte Subasio” di Assisi) e con il Gruppo Umbro Mineralogico e Paleontologico. Particolare attenzione è rivolta agli alunni delle scuole elementari, medie e superiori, attraverso percorsi concordati preliminarmente con gli insegnanti. Numerose le opportunità: 1) visite guidate, all’interno del Parco, con cui gli alunni hanno l’occasione di conoscere l’ambiente naturale, mediante l’osservazione ed il riconoscimento di piante, animali e fenomeni geologici, anche grazie l’ausilio di esperti del Corpo Forestale dello Stato; 2) lezioni teoriche, svolte sia nella sede del Parco e sia presso gli istituti scolastici richiedenti.
I suggestivi scenari del Monte Subasio offrono poi, a tutti gli amanti dello sport, la possibilità di praticare il parapendio e il deltaplano. Per gli amanti del trekking e delle escursioni a cavallo, ci si può invece rivolgere invece al Club Alpino Italiano. La sentieristica del Monte Subasio è costituita da 14 itinerari segnalati, progettati in modo da collegare tutti i centri abitati posti intorno al monte e, sopratutto, le numerose stazioni ferroviarie che permettono di organizzare stupende traversate. Noi consigliamo un itinerario lungo, ma molto panoramico e vario, indicato come Sentiero 50. Partiamo! Raggiungeremo Porta Cappuccini (469 mt. di quota), un’area di sosta attrezzata, la strada panoramica del Monte Subasio, la zona dei pascoli (a quota 1.059 metri), il Rifugio di Vallonica. Quindi, il Sasso Piano, l’affioramento roccioso più alto in quota (1.125 mt.), il rifugio del Mortaro (1.284 mt. di quota), conosciuto anche come il “rifugio del soldato” perché durante la Seconda Guerra Mondiale veniva infatti utilizzato come osservatorio aereo, il Mortaiolo o Mortaretto cavità di 70 metri di diametro e 20 metri di profondità, ed ancora il Mortaro Grande di dimensioni maggiori. Poi sarà al volta di Fonte Bregno (1.028 mt. di quota) nei pressi della quale si può usufruire di un’area attrezzata e di un piccolo rifugio con camino. Magari per un pic-nic. Il sentiero prosegue fino a Poggio Caselle e, infine, tra suggestivi oliveti, a Fonte Bulgarella, alle porte di Spello.

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